Sappiamo davvero tutto sulla Xylella?


L’unico albero che cresce a Itaca è l’olivo. Ma due anni fa esso è stato colpito da una malattia, e tutti i tentativi fatti per rimediarvi sono rimasti inefficaci. La corteccia e le foglie dell’olivo malato diventano nerastre e diffondono un odore ripugnante; l’albero continua a fiorire, ma i pochi frutti che produce restano striminziti e cadono prima di maturare. Finora il male è limitato a un certo numero di alberi e si crede che non sia contagioso; però il numero degli alberi malati aumenta.

(Heinrich Schliemann, La scoperta di Troia)

 

Queste sono le parole che Schliemann annotò nel suo diario subito dopo il suo ritorno dal viaggio compiuto nell’autunno del 1868 e poi ripreso nel suo stesso libro intitolato Itaca, il Peloponneso e Troia.

Potrebbe essere una citazione fine a se stessa se non fosse che tale notazione rimanda inesorabilmente a quanto sta accadendo in Puglia a proposito della Xylella Fastidiosa.

Da un breve ricerca si apprende che tale malattia abbia un’area di origine probabilmente in America Meridionale e che soltanto in tempi recenti si sia diffusa in Europa.

Secondo una letteratura scientifica questa epidemia pare che sia diffusa su parecchi alberi da frutto e alberi come l’oleandro mentre viene annotata una scarsissima conoscenza di questi tratti epidemiologici relativi all’albero di ulivo.

Senza avere molte competenze in questo settore, ma ricorrendo ad una letteratura ‘classica’ sembra davvero interessante mettere in relazione le notizie riportate da Schliemann con quanto sta accadendo in questi anni in Puglia, anche perché tutto ciò potrebbe tornare utile alle ricerche condotte, al di là delle polemiche, per cercare di conoscere meglio questo flagello che purtroppo sta seminando la morte e la distruzione degli ulivi pugliesi: un patrimonio culturale oltre che una cospicua fetta della produzione economica della nostra regione, così come lo era per l’isola di Itaca, l’isola di Omero.

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