I caratteri del Barocco : origini ed influenze. Da una lezione di Mina Gregori


 

Giulio Briganti nel saggio su Pietro da Cortona definisce cronologicamente il Barocco un movimento cominciato negli anni ’30 del ‘600.

Tuttavia la parola ‘barocco’ è diventata metastorica e per questo motivo andrebbe meglio precisata. Nel  ‘600 c’è stata una corrente che si distingueva dal classicismo o dal naturalismo alla quale hanno partecipato pittori eminentemente decoratori. Nel dipinto la ‘Magnificenza memorie dell’Accademia di S. Luca’ del 1823 si riassume una disputa presso l’Accademia provocata proprio da Pietro da Cortona in antitesi con Andrea Sacchi esponente del classicismo.

Sacchi riconosce ai pittori decoratori il senso della magnificenza, ma dice che eccedevano nelle figurazioni troppo fitte e nel movimento, ed inoltre muoveva critiche al loro disegno. Questo senso di vitalismo trionfante corrisponde a una nuova dimensione degli spazi, ma anche della mente determinata dalle grandi scoperte geografiche (scoperta dell’America) e scientifiche (scoperte galileiane). Una nuova visione del mondo che conduce in pittura alla dilatazione degli spazi, a decorazioni grandiose. In questo periodo la chiesa è uscita dal periodo di contrizione che caratterizza la Controriforma e anzi è in espansione nelle Americhe. Accanto alla chiesa le grandi monarchie assolute stimolano questa grandezza.

 

Sfondamento degli spazi

A Firenze sono presenti capolavori della pittura barocca cosa che non avviene con la scultura e nell’architettura. I Medici bocciano i progetti barocchi per l’architettura.

 

–        Pietro da Cortona Palazzo Pitti

–        Luca Giordano anni ’80 del ‘600, cappella Corsini al Carmine e Galleria di Palazzo Medici

–        Cappella Corsini, sculture del Foggini, mandato poi a Roma da Cosimo III

–        S. Maria Maddalena dei Pazzi, Luca Giordano Ciro Ferri, Pier Dandini.

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Ferdinando II negli anni ’30 del ‘600 decide di far decorare alcune sale di Palazzo Pitti da Pietro da Cortona. Nello stesso momento c’erano a Bologna pittori di architetture prospettiche.

Così Ferdinando II chiama anche Colonna e Mitelli per le sale del Museo degli Argenti in questo modo si accoda a quel fenomeno di  falsificazione dello spazio, ampliamento prospettico, che era nato nel Nord Italia. Non a caso Mitelli e Colonna erano bolognesi . Ricerche di prospettiva illusionistica, finte architetture, sfondamento degli spazi come fa Correggio, arte degli scorci, calcolo del rimpicciolimento delle figure e della deformazione, sono i caratteri dominanti di questa nuova corrente pittorica.

In Pietro da Cortona, talvolta ci sono delle sproporzioni nei suoi quadri perché era abituato a dipingere in grande per cose da vedersi da lontano. Ma era un grande disegnatore.

Il soffitto diventa importantissimo nella pitture del ‘600, l’importanza della volta con l’unificazione volta con le pareti: aspetto illusionistico che aveva avuto inizio a Mantova con  Giulio Romano nella Sala dei Giganti e si distingueva per il gioco di meraviglie e stupore.

 

Un altro aspetto è il gusto allegorico: per raccontare delle storie non ci si attiene più al fatto storico, ma la narrazione si avvale di figure e allusioni che alterano le scene e includono significati morali come nel ciclo di Maria de Medici di Rubens.

Le novità vengono dal nord: Liguria, Venezia. La pittura del ‘600 parte dalla natura, sia quella classicista che quella barocca. L’importanza di Venezia si avverte a Firenze già alla fine del ‘500.

 

Per esempio Andrea Sacchi a Palazzo Barberini, realizza l’affresco della Divina Sapienza 1629-1683. Anche lui produce uno sfondamento del soffitto, offre un grande respiro, ma le figure sono ferme atteggiate.

Pietro da Cortona invece, in Palazzo Barberini nel 1639, affresca il grande salone con la Gloria dei Barberini. Tutto converge verso l’ascensionalità della scena con una profonda differenza della concezione. Si evince una sorta di horror vacui. Sono elementi provenienti dai Carracci. A fine anni ’30 Ferdinando II chiamerà Pietro da Cortona a Firenze.

 

 

 

Anche Luca Giordano, nella volta della Galleria di Palazzo Medici Riccardi, riproduce quel senso di ascensionalità e gusto atmosferico, ma c’è un diradamento delle figure rispetto a Pietro da Cortona, un cambiamento del gusto dei principi a cui si attenevano gli artisti e questo ci porta già verso gli sviluppi dell’arte del  ‘700.

 

Pietro da Cortona, Sala di Venere a Palazzo Pitti. Un concetto morale viene risolto con una rappresentazione mitologica di grande vaghezza. Il senso del movimento come principio strutturale del barocco.

 

Soffitto del piano terreno di Palazzo Pitti realizzato da Mitelli e Colonna: unificazione soffitto pareti. Parte figurativa con il ‘Trionfo di Alessandro’ il carro con i cavalli diventa una raffigurazione d’obbligo nella cultura barocca, a Mantova G. Romano lo aveva fatto ma già prima i Campi lo avevano eseguito a Cremona negli anni ’30.

 

Mitelli e Colonna, pareti di una sala con architetture prospettiche. Danno un’altra dimensione alle distanze.

 

Problema del sotto in su.

 

Apporto importantissimo è quello di Correggio a Roma  c’è un artista che porta questi elementi ed è Lanfranco nella Maddalena a Capodimonte e  nell’Amorino degli Eremiti in Palazzo Farnese.

Lanfranco, parmense, formatosi con Ludovico Carracci va a Roma e poi a Napoli. In questo quadro del primo ‘600  viene affrontato il tema del sotto in su ma anche il tema del paesaggio che prende un largo spazio nel quadro. A Roma vi è anche la presenza di Elsheimer, Saraceni e Gentileschi.

 

Lanfranco, Estasi di S. Margherita da Cortona nel libro di Waterhouse c’è un capitolo a parte su Lanfranco perché è un artista chiave. Gallerie a Palazzo Pitti del 1620, è il prototipo della sala seicentesca: un soggetto mistico come l’Estasi di una Santa e composizione in diagonale che viene da Correggio. La costruzione diagonale implica una tendenza centrifuga e questo dato diventa molto importante per Bernini.

 

Lanfranco, ‘Annunciazione’ S. Carlo ai Catinari  si guarda con molto interesse anche in base agli effetti caravaggeschi che si riscontrano nei contrasti luministici. L’Angelo poggia su nuvole all’altezza della terra e quindi presuppone una raffigurazione non miracolistica richiamando in questo Gentileschi.

 

Lanfranco, cupola di S. Andrea della Valle. La parte presbiteriale era stata affidata al Domenichino, ma la cupola a Lanfranco realizzata prima del 1630 diventa un modello per tutta l’Europa.

 

Luca Giordano, cappella Corsini. Una composizione grandiosa nonostante il piccolo spazio a disposizione. Lanfranco è uno dei preparatori, tuttavia presenta una personalità isolata.

Guercino, ‘Aurora’, Casino Ludovisi, unificazione tra pareti e soffitto. Gesto atmosferico, metereologico: gusto preparatorio del barocco. Le architetture sono di Agostino Tassi.

 

Pietro da Cortona, sala della Stufa. L’importanza della componente veneziana. Presenza di Baccanali tizianeschi di Roma con la Devoluzione dello Stato di Ferrara. Oggi sono al Prado, donati dal Ludovisi a Filippo IV. Il neo venetismo caratterizza gli anni ’30 del ‘600 come sostiene anche Briganti.

 

Tiziano Giovane e Veronese. La fase neo veneziana interessa anche Poussin negli anni ’30. Luca Giordano a Firenze fa un omaggio a Pietro da Cortona. Entrambi nelle loro opere fiorentine son più controllati rispetto all’esuberanza romana. Luca Giordano particolare dei cani, da qui si arriva a Tiepolo. Veronese interessava i pittori del ‘600 per la Magnificenza, ossia rappresentazione grandiosa, fastosa.

 

Classicismo e Barocco

Noi contrapponiamo barocco e classicismo e possiamo farlo dal punto di vista stilistico. Ma dobbiamo tenere presente che il barocco ha una radice classica, antica altrettanto importante. Il movimento viene dall’antico, soprattutto dal periodo ellenistico, così come riportano le fonti: la scultura greca capace di manifestare la vita, con il movimento che è assimilato alla vita. Questo aspetto viene ricercato già all’inizio del ‘400 quando si cerca di uscire dagli impedimenti della pittura medievale duecentesca e trecentesca e lo si riscontra soprattutto nei sarcofagi.

Da qui il concetto di rilievo vedi ad esempio Donatello inventore dello stile concitato. Donatello a Padova ma anche Mantegna per lo studio del panneggio in movimento. Donatello esprime dei sentimenti, il pathos imitando gli antichi. Lo stile concitato è stato studiato da Warburg nel libro ‘La rinascita del paganesimo antico’ del 1914, un libro che andrebbe nuovamente tradotto.

Questo stile concitato è alla base dello stile barocco.

Botticelli nella Cappella Sistina, dove gli artisti fiorentini a Roma vivono un momento importantissimo per l’incontro della civiltà classica. L’ultima fase di Botticelli è legata al diffondersi dello stile concitato, per esempio nel Cassone di Boston. Comincia qui il principio dell’affollamento riprendendolo proprio dai sarcofagi classici. Si trasferisce poi nei temi della Battaglia di Bertoldo ed infine nelle due grandi battaglie: quella di Anghiari e di Cascina.

Fino al ‘600 si erano conservati i cartoni, abbiamo un disegno di Rubens della Battaglia di Anghiari di Leonardo. Il tema della Battaglia trova un grande modello nelle Stanze di Raffaello, ma anche Raffaello si spiega soltanto con il grande precedente di Leonardo.

Nella Sala di Costantino, finita da Giulio Romano, ci sono sei disegni di Raffaello.

 

 

 

 

Giulio Romano era ritenuto il pittore più bravo per la pittura di storia. Il periodo maturo di Raffaello si va a cercare nella Stanza di Eliodoro che costituisce la fonte più importante per la pittura barocca. Per esempio la Trasfigurazione è un quadro che racchiude una enorme quantità di messaggi. Nella parte inferiore su un fondo scuro le figure affiorano dall’oscurità e questo sembra essere un suggerimento ripreso dallo stesso Leonardo. Per Leonardo è più esatto parlare di ‘maniera scura’ piuttosto che di ‘sfumato’ perché la maniera scura dà l’idea della fusione atmosferica ed un aumento della credibilità ottica.

 

Esempi di Classicismo barocco

 

Pordenone: retro facciata del Duomo di Cremona, studio anche della pittura tedesca

Giulio Romano: 1526, chiamato a Mantova da Federico Gonzaga che da piccolo era stato tenuto in ostaggio da Papa Giulio II. Baldassarre Castiglione gli consiglierà proprio Giulio Romano come architetto. Qui si respira una cultura classicheggiante molto più accentuata che in Raffaello. Giulio Romano fa diventare Mantova uno dei più grandi centri artistici dell’Italia settentrionale. Fu un grande inventore ed un grande disegnatore per poi lasciare spazio agli esecutori ed anche questo è un concetto umanistico. Lo stile concitato emerge nel ‘Disegno di caccia’ nella Stanza dei Giganti, dove domina il gigantismo delle figure.

La Sala di Troia nel Palazzo Ducale di Mantova fu eseguita su disegni di Giulio Romano e sembra già secentesca. Giulio Romano non ricerca la bellezza, ma il movimento e l’espressione. Queste sono cose che poi Caravaggio andrà a guardare. Un precedente importante per Giulio Romano è ovviamente Mantegna. Ed è anche da dire come da Mantova passerà anche Rubens uno degli inventori del Barocco.

 

 

 

Le riforme Carraccesche

 

Le riforme Carraccesche costituiscono un altro momento assai importante. Ludovico Carracci è un artista che quando resta da solo a Bologna indulge sulla qualità, ha bellissime idee, ma realizzate in maniera talvolta sciatta.

Il ‘Trasporto della Vergine’ nella pinacoteca di Parma rivela la rappresentazione in movimento, è un omaggio ai Trionfi di Mantegna come rivela il gigantismo delle figure. I Trionfi erano ritenuti il pezzo più bello della collezione Gonzaga. E’ stato l’ultimo pezzo ad essere venduto nel 1620. Erano visti come qualcosa di moderno. Nella ‘Caduta di S. Paolo’ Ludovico Carracci aderisce allo stile concitato.

 

Annibale Carracci ha uno stile diverso, calmo, pausato. E tale problema relativo al tema dell’azione si è posto anche in Caravaggio. Nella ‘Caduta di S. Paolo’ Caravaggio deve aver visto Ludovico, questo quadro non è stato accettato e così nella seconda redazione il pittore gli fa assumere uno stile meditativo con una composizione in cerchio. Probabilmente lo stile concitato era troppo ingombrante per una cappella troppo piccola.

Nel 1600 arriva in Italia Rubens dipinge una Battaglia ispirata a Leonardo che poi sarà ripresa da Pietro da Cortona che a sua volta si ispirerà a Raffaello e a Rubens

Rubens insieme a Bernini è l’inventore del Barocco. Il barocco coinvolge una visione dell’universo, della natura, non è soltanto un fatto estetico. Rubens si ispira a temi mitologici che sono importanti per lo sviluppo del bozzetto, così come Bernini riproduce Dafne. Rubens identificherà Maria de Medici con la Dea della Guerra: quindi trasformerà la pittura di storia in pittura allegorica Ma in Rubens rimane anche l’elemento classico: Apollo riferito alla statuaria classica che così coniuga il naturalismo dello studio alla naturalezza ellenistica.

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