Nicola Pisano


 Si formò probabilmente nella Puglia federiciana.

 Nella sua esperienza artistica si ritrovano caratteri meridionali, dalla ritrattistica federiciana, che ha come riferimenti il Busto di Barletta- i caratteri celebrativi e fisiognomici-, il Cavaliere di Bamberga, le teste/mensole di Lagopesole e Castel del Monte, il classicismo del Portale di Capua, le influenze tedesche -Testa bendata di Magonza del Maestro di Nauburg-. Una “grandiosa meditazione sulla classicità riassunta nel corpo vivo della nuova cultura” (Roberto Salvini) che non ha escluso la conoscenza del naturalismo gotico già presente nelle teste/mensole di Castel del Monte.

 

Giunse in Toscana intorno al 1245-48:

-la sua mano è presente nelle protomi della Fontana dei Canali di Piombino– simile per la forma a U alle fontane di Gallipoli, Aquile ed alla Fonte Gaia di Siena- eseguite nel 1248

– e nel Duomo di Siena dove cominciò ad eseguire alcune Mensole -teste che risentono dei mascheroni romanici pugliesi ma che tendono ad umanizzarsi nei volti- mensole che poi verranno riprese da Nicola e dalla sua bottega negli anni ’60

Inoltre un documento non originale del 1245 che indica Nicola Pisano attivo come architetto della fabbrica del Duomo.

A Siena Nicola viene a contatto con il gotico di matrice francese -REIMS e CHARTRES- che aveva già suggestionato gli scultori senesi fin dal 1241, e che si coniuga con le matrici meridionali e sveve soprattutto –Porta di Capua

 

Negli anni ’50 Nicola Pisano è già a capo di una fiorente bottega che vede tra gli altri spiccare il figlio Giovanni, Arnolfo di Cambio, frà Guglielmo, Donato e Lapo.

La costituzione di una bottega di grandi qualità artistiche impone Nicola Pisano come esponente di punta della scultura in area Toscana tra romanico e gotico. Nella sua arte maturano ricercate interpretazioni del classicismo insieme ad influenze attinte dal gotico dell’Isle de France e dalle lontane suggestioni sveve, in questi anni Nicola può essere considerato esponente della “lingua franca” un idioma artistico in cui confluiscono in un organico sistema formale componenti gotiche, antiche e bizantine.

Alla fine degli anni ’50 fra 1257-1260 esplosione e maturazione del linguaggio di Nicola Pisano:

Pulpito per il Battistero del Duomo di Pisa componenti classicistiche nelle formelle della Nascita, Adorazione dei Magi, Presentazione al Tempio – cfr. con i modelli dei sarcofagi classici del II secolo presenti nel Camposanto di Pisa Sarcofago con le Storie di Fedra e Ippolito– mentre un linguaggio che già media le influenze bizantine -cfr. gli avori della tradizione meridionali- con le suggestiooni gotiche è presente nelle due formelle della Crocifissione e del Giudizio Universale (vedi articolo di Salvini)

Lunetta del portale sinistro di S.Martino a Lucca scena della Deposizione

Architrave scene dell’Annunciazione, Natività e Adorazione dei Magi.

L’intervento di Nicola a Lucca era stato già suggerito dal Vasari che tuttavia non ne specificava la datazione. E proprio su tale problema la critica si è impegnata dagli inizi di questo secolo fino al 1967 quando sia la Kosegarten Middeldorf che Salvini hanno comunemente stabilito la contemporaneità del portale di Lucca al pulpito pisano. -1260-

Negli anni ’60 la boottega di Nicola Pisano ormai si afferma in tutta la Toscana. Se ne ritrovano apporti costanti a Siena

Mensole a forma di teste nella Cupola del Duomo (1263)

Testa conservata al Museo Bandini

Pulpito per il Duomo di Siena si evidenziano i caratteri franco/gotici dell’esperienza artistica di Nicola Pisano.

La Bottega di Nicola Pisano:

– già nel Pulpito del Duomo di Siena lavorano con Nicola suo figlio Giovanni, Arnolfo di Cambio, Donato e Lapo

Maestro di Sovecille, influenzato dal linguaggio di Nicola nel pulpito pisano e nel portale di S. Martino a Lucca, realizza Rilievi con Scene dell’Infanzia di Cristo, nella Pieve di S.Giovanni al Ponte allo Spino a Sovecille. Il linguaggio del Maestro di Sovecille, mostra analogie anche con le mensoole del Duomo di Siena

Frà Guglielmo nel 1264 realizza le sculture per l’Arca di S.Domenico a Bologna mentre nel 1270 realizzerà il Pulpito per S.Giovanni Fuor Civitas a Pistoia dove risentirà di modelli orientali vicini alle esperienze di Cimabue e di Torriti

  • Lapo realizzerà nel 1315 il S.Giorgio a cavallo del Forte Belvedere di Firenze.

     

Ultime opere di Nicola Pisano:

– 1278 Fontana di Piazza a Perugia doove già collabora Giovanni, come anche nella decorazione esterna del Battistero di Pisa

– 1280 Lastra del Museo di Berlino, oggi distrutta, con La resurrezione del Beato Bonaccorsi di Pistoia, realizzata da Nicola per Gherardino Ammannati nella chiesa di S.Martino a Pistoia

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