Il problema di Giunta Pisano


 Si tratta di un problema recente perché fino alla metà degli anni ’30 era poco noto. Si sapeva che Giunta aveva dipinto una Croce ad Assisi, ed un Croce a Pisa. Il fatto che ha determinato l’interesse degli studi è stato il restauro del Crocifisso di S. Domenico a Bologna nel 1935-36 sotto la direzione di Brandi.

Un Crocifisso che è firmato da Giunta Pisano e di cui Brandi ne illustra i temi in un articolo sulla rivista “Arte”. Una croce che già prima del restauro era stata attribuita all’area toscana. Dal restauro, poi, Brandi delineò un percorso dell’attività giuntesca con un argomentazione nota soprattutto per la preziosità lirica straordinaria. Il Crocifisso si pone al culmine dell’attività di Giunta intorno al 1250.

Particolare della Vergine dolente, adesione alla cultura bizantina. Longhi nel “Giudizio sul ‘200” lo bollò come un meccanico esecutore di meccanismi stilistici bizantini, ma si sa che Longhi evidenziava in negativo la soggezione bizantina mentre oggi quest’adesione è sottolineata in positivo poiché non è più generica, ma reinterpretata secondo i motivi della pittura italiana del ‘200.

 

Boskowits spinge la datazione del Crocifisso alla prima attività di Giunta. Prevalgono gli elementi grafici, ma ci sono altri elementi di tipologia e morfologia come le ciocche quadripartite del Cristo o il ventre a tre pance o anche l’enfasi delle lumeggiature che si ritrovano anche in Berlinghiero o nel tabernacolo di Cleveland di quest’ultimo dove c’è un bizantinismo di fondo con la netta prevalenza dell’elemento incorporeo

 

Opere pisane di Giunta:

-Madonna di sotto gli organi della Cattedrale di Pisa attribuita un po’ coraggiosamente a Berlinghiero. Si nota la grande raffinatezza e i contorni molto ben definiti

– l’esemplare che meglio rende l’idea è il Crocifisso n.20 del Museo di Pisa che è un capolavoro attribuito ad un bizantino o a un pisano. Si tratta di una pergamena su tavola quindi una miniatura di grandi dimensioni che sta alla base della formazione di Giunta. (vedi Boskowits su “Arte illustrata” del 1973)

 

-di poco posteriore alla croce di Assisi di Giunta Pisano, dove è sottolineato un sentimento plastico molto più forte evidenziato dal chiaroscuro, la Vergine dolente dove invece ritornano le lumeggiature striate

 

-croce n.434 degli Uffizi attribuita al primo Coppo di Marcovaldo con storie di Cristo sulla Pala. E’ collegabile all’attività di Giunta degli anni ’30

 

-cappella Bardi. Maestro di Bardi identificato da Boskowits con Coppo di Marcovaldo.

– Pala di S.Francesco al museo civico di Pistoia è quella che più si avvicina al Crocifisso di Assisi

-nella struttura il precedente dipinto si accostava alla pala francescana di Pecola di Bonaventura di Berlinghiero (1235)

(vedi “Le origini della pittura fiorentina” di Boskowits)

 

-Dossale di S. Caterina nel Museo di S. Matteo a Pisa è anch’esso retrodatato dagli anni ’60 agli anni ’30 del ‘200

-Crocifisso di Giunta proveniente da S. Ranierino ora al museo di Pisa. Qui è cambiata anche la tessitura cromatica rispetto al Crocifisso di Bologna. Appartiene alla fase più matura del pittore. Si allontana dal bizantinismo aulico di Bologna. Da mettere in relazione alla cultura bizantina neoellenistica (miniature di Terrasanta) con caratteri luministici esaltati.

-Dossale ora al Museo di S. Stefano a Ponte riconosciuto a Coppo di Marcovaldo che registra la linea neoelleinistica

-Maestro di S. Maria Primerana a Fiesole, sembra un pittore fiorentino che doveva ben conoscere Giunta Pisano

-Madonna a Princeton dello stesso Maestro, si evidenziano pennellate molto allungate

-Madonna con il Bambino del Museo Pisano di grande qualità attribuibile a Giunta

-Enrico di Telice, croce della Chiesa di S. Martino a Pisa. Qui invece c’è un rimando alla cultura bizantina della Armenia e della Cappadocia.

– a Pisa, Maestro di S. Paolo a Ripadarno, Crocefisso

– Maestro dei Crocifissi Blu del Museo di Bologna rientra nel cerchio della cultura giottesca

-Dossale di S. Francesco, nel museo del Tesoro di Assisi, attribuito a Giunta da Boskowits che gli attribuisce l’analogo Dossale alla Pinacoteca Vaticana a Roma.

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