Cantami o diva, ma non stonare troppo


Cantami, o Diva, del Pelìde Achille

L’ira funesta che infiniti addusse

Tutti gli Achei, molte anzi tempo all’Orco

Generose travolse alme d’eroi

E di cani e d’augelli orrido pasto

lor salme abbandonò (così di Giove

L’alto consiglio s’adempìa), da quando

Primamente disgiunse aspra contesa

 il re de’ prodi Atride e il divo Achille…

Iliade, proemio

Troia ha un fascino particolare per chiunque si interessi di archeologia…esiste un grande testo di riferimento, quello di Omero, esistono altrettanti dubbi ed aspetti ancora da indagare relativi al poeta Omero alla sua lingua alla sua produzione artistica.

Fatti noti ormai più o meno dipinti sui libri di storia e negli studi specialistici così come altrettanto noti sono i fatti relativi allo scavo di Troia a Schliemann ed al grande tesoro fatto di monili e oggetti preziosi che l’archeologo riuscì in modo scapestrato a far giungere in Germania alla fine dell’800 e poi distrutto dai bombardamenti belli del secondo conflitto mondiale.

Perché quella di Troia è una storia di guerra e come tutte le storie di guerra che si rispettino è piena di atti eroici, è piena di sangue, è piena di tradimenti e di fatti non sempre chiari.

Hissarlik prima degli scavi

Il tradimento di Elena, l’astuzia di Ulisse, il coraggio di Ettore e la forza di Achille, ma anche la furbizia di Schliemann che rubò ad un archeologo vero, Calvert, l’idea che fosse proprio la collina di Hissarlik il luogo giusto per cominciare a scavare. Un furto di uno strano personaggio in grado di gabbare i turchi e di fregare gli inglesi, un mercante ossessionato da una guerra e da un tesoro che finisce per trovarlo e per sbagliare tutto, il tesoro non è negli argenti, ma nelle pietre, quelle che lui fa togliere in modo grossolano per cercare i monili di Elena ed il tesoro di Priamo, ma la storia non gli darà in ragione in questo. Perché la storia di Troia è una storia di guerra e sarà la II guerra mondiale a privare ormai il ricordo di Schliemann del suo stesso tesoro. Ma la storia della guerra è anche una storia di intuizioni geniali come quella di Dorpfler che si immagina in quel gran casino che fanno gli operai di Schliemann di realizzare un rilievo, il primo, e scopre che quelle pietre appartengono soltanto ad una città, anzi a due tre città, si arriverà sino a nove città di Troia. Nove città archeologiche fatte di muri e distruzioni, cresciute sul ricordo di una guerra epica e sull’epica dedizione di studiosi e pazzi ossessionati. Troia è affascinante per questo, Alessandro Magno fu il primo ad essere preso dai versi di Omero e sbarcò nella Troade a conficcare la sua lancia ed a fare un’offerta al tempio di Atena, lui un uomo di guerra così come Giulio Cesare che volle anche lui tornare a Troia, ma constatò che anche le sue rovine erano state distrutte.

il rilievo di Dorpfler

Troia è storia di guerre, crudeli, ma è storia di uomini e forse è la storia, l’epica di tutti noi.

E le guerre delle volte fanno morti, ma i cadaveri, spesso non si trovano più….

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